venerdì 15 maggio 2009
Un nuovo amore, la camera da presa.
1) E’ stata la tua prima esperienza come operatore?
Si, in ambito professionale è la prima volta, ma spero che non sia l’ultima.
2) Come ti sei trovato a lavorare con gli altri membri del gruppo ?
Bene. Spero soprattutto che loro si siano trovati bene a lavorare con me. Anche gli altri sono alle prime armi come me, quindi sono stati abbastanza comprensivi …..
3) Il ruolo del cameraman ha grandi responsabilità, è lui infatti , insieme al montatore, che realizza le idee del regista. Come hai affrontato il peso della responsabilità?
Inizialmente ero molto nervoso, poi però con il passare del tempo tutto ciò che facevo diventava più familiare e spontaneo.
4) Che stile avete utilizzato nelle riprese?
Essenzialmente stile italiano. Abbiamo cercato di imitare la fotografia di Ferderico Moccia in alcuni punti, spero che lui non si senta offeso. Comunque a me piacciono di più i tagli di ripresa americani per esempio come in Slevin.
5) La collaborazione in team è complicata. Voi come ve la siete cavata?
Ognuno aveva diverse esigenze: non è facile mettere d’accordo molte persone, però siamo riusciti a darci una mano l’un l’altro. Tra di noi c’è un rapporto essenzialmente di amicizia più che professionale.
6) E’ stato difficile ottenere l’effetto voluto dal regista?
Qualche scena abbiamo dovuto girarla più di volte, soprattutto riprese particolari, però in generale non è stato molto difficile.
7) Cosa ne pensi del risultato ottenuto?
Personalmente ritengo che si può fare sempre di meglio. Abbiamo comunque raggiunto un buon risultato grazie al lavoro di gruppo e ai consigli che ci siamo dati l’un l’altro.
8) Cosa ne pensi di questa esperienza?
E’ stata molto bella e gratificante, soprattutto quando abbiamo visto il “prodotto finale” .La rifarei volentieri. Mi sono reso conto che fare un corto non è poi un a cosa così banale.
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Un montaggio per niente semplice….
Intervista ad Alessio Quintiliani, il giovane capo montatore del corto “Una panchina per niente comoda”, progetto portato a termine da un gruppo di ragazzi del corso linguaggi multimediali del “Centro Elis”.
Romano verace, di Centocelle, 19 anni, Alessio ci racconta il suo lavoro e le sue impressioni.
1) È la tua prima esperienza da montatore o in passato hai già svolto questo ruolo?
È la mia prima esperienza dal punto di vista professionale, ma nella vita quotidiana mi sono già dilettato in montaggi amatoriali. Questo corto è stata un’ottima occasione per affinare la mia tecnica.
2) Quali software hai usato per montare il corto?
Ho utilizzato Adobe Premiere CS3 e Adobe After Effect CS3, software molto validi per il video editing e il video compositing, distribuiti da Adobe.
3) È stato difficile gestire il materiale che ti ha fornito il cameraman?
Temevo di essere in difficoltà al momento del montaggio, ma fortunatamente non ho riscontrato grandi problemi. Le scene sono state girate bene, e questo ha reso il mio lavoro più agevole.
4) Hai montato da solo o ti sei fatto aiutare da altri del gruppo?
Quando monto un corto ho una mia tabella di marcia che desidero rispettare, quindi la maggior parte delle scene le ho montate da solo. Quando il messaggio da trasmettere era particolare, nelle scene più delicate, ho lavorato con l’aiuto del regista.
5) Quanto tempo hai impiegato per montare il corto?
Quattro giorni di lavoro circa. Ho dovuto rivedere prima tutto il lavoro fatto dal gruppo e poi scegliere le scene più significative.
6) Rivedendo ora il montaggio, ritieni che si possa modificare qualche scena?
Sono soddisfatto del risultato ottenuto, ma so anche che non si può sempre fare di più e se lo rifacessi forse cambierei qualche piccolo particolare.
7) E il regista, è contento del tuo lavoro?
Si, anche il regista si è complimentato. Siamo riusciti a realizzare quello che avevamo in mente.
8) Durante il montaggio, quante scene hai dovuto tagliare?
Ho lavorato su circa 40 ore di registrazione per produrre 20 minuti di montato. Ho dovuto tagliare la maggior parte delle scene. È anche vero, però, che più materiale si ha a disposizione inizialmente, migliore è il risultato finale.
9) Come ti sei trovato a lavorare con gli altri membri del gruppo?
Molto bene. Siamo tutti ragazzi che hanno creduto fino in fondo al progetto e che si sono impegnati nel migliore dei modi. Il messaggio che sta alla base di questa produzione è forte e anche questo ci ha aiutato a consolidare il gruppo.
10) Un bilancio di questa esperienza …
Se potessi tornare indietro lo rifarei: ho perfezionato le tecniche di montaggio ma soprattutto ho sviluppato le mie capacità di lavorare in gruppo.
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SEGRETERIA: UN POZZO DI IDEE
1 - In cosa consiste il tuo lavoro?
Il mio lavoro consiste essenzialmente nel registrare le organizzazioni che avvengono all’interno di un set cinematografico.
2 - Quanto bisogna essere accurati?
Sicuramente, bisogna essere abbastanza precisi e accurati, anche perché con i tempi che stringono bisogna far rientrare tutto a pennello in periodi molto ristretti.
3 - Come bisogna organizzarsi?
Bhe, in alcuni casi, l’organizzazione a volte lascia a desiderare proprio perché ti ritrovi a lavorare in luoghi o posti dove nemmeno hai un punto di appoggio. Per il resto, c’è da considerare ogni minimo particolare e ogni minimo aspetto, quindi bisogna saper darsi da fare.
4 - E' un lavoro che richiede molta interazione con lo staff?
Si, direi proprio di si. È assolutamente essenziale, soprattutto con il regista. Ti ritrovi ad interagire con tutti e a ricavare informazioni per registrare ogni particolare, anche per facilitare il lavoro ai colleghi dello staff.
5 - Sul set finisce tutto?
Assolutamente no. Il set è solo la parte dove tu prendi appunti. Il vero e proprio lavoro arriva dopo quando devi andare ad organizzare e registrare tutto quello fatto sul set.
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giovedì 14 maggio 2009
Musica dell'anima
1) è la tua prima esperienza o in passato hai già svolto questo compito?
è la mia prima esperienza in questo campo come penso sia la prima volta per tutti i componenti del mio gruppo
2) Quali sensazioni vuoi suscitare con la colonna sonora?
Tramite la colonna sonora cercherò di trasmettere i sentimenti dei personaggi. Attraverso i brani musicali sarà possibile delineare meglio il carattere dei due protagonisti.
3) Chi ha composto la musica del video?
Stefano Cantarini ha composto alcuni pezzi, per il resto saranno tutte canzoni di artisti già famosi, anche se ancora non abbiamo deciso.
4) Quanto tempo vi occorrerà per la realizzazione della colonna sonora?
Per la realizzazione della colonna sonora impiegheremo circa due settimane
5) Quali effetti sonori userai nel tuo video?
Non penso avremo bisogno di creare effetti sonori perché i suoni degli ambienti sono adatti così come sono.
6) I dialoghi saranno doppiati o dal vivo?
Dal vivo, perché vogliamo un "effetto verità". Non ci preoccupano né le inflessioni dialettali né i rumori di ambiente in interno.
7) Quali problemi pensi di riscontrare durante la registrazione?
il principale disagio nella registrazione dei dialoghi dal vivo è sempre il rumore dell'ambiente circostante: le scene più difficili saranno quelle in piazza poiché il rumore della folla disturba la registrazione.
8) Quali strumenti pensi di utilizzare per le registrazioni?
Per la registrazione penso di utilizzare dei microfoni collegati ad una giraffa e alcuni software come Adobe Soundbooth.
9) Come ti stai trovando a lavorare nel tuo gruppo?
Personalmente mi sto trovando molto bene perché siamo tutti ragazzi giovani e crediamo molto in questo progetto. Sin dal primo giorno siamo stati molto determinati e, nonostante alcune piccole incomprensioni, che siamo riusciti a superare, stiamo raggiungendo un ottimo risultato.
10) Cosa stai imparando da questa esperienza?
Questa esperienza mi sta facendo imparare molte cose nell'ambito della registrazione e utilizzo dei suoni, ma la cosa che mi lascia più il segno è il lavoro di gruppo poiché ogni persona mi sta trasferendo un po' della sua esperienza
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Nuovi artisti cinematografici
1. Hai già avuto altre esperienze nel settore fotografico/cinematografico?
No, è la prima volta.
2. Quanto è importante la luce in una scena cinematografica?
Raccontare attraverso le immagini è il basamento sul quale si poggia il cinema, affinchè la comunicazione sia efficace bisogna curare bene le immagini, e una chiave fondamentale per curare bene le immagini è proprio la luce. Attraverso la luminosità o i colori della luce si trasmettono sensazioni diverse.
3. Durante le riprese all’esterno, come hai gestito l’illuminazione delle scene?
All’esterno non abbiamo potuto utilizzare faretti, per problemi burocratici e tecnici, ma sono molto soddisfatto della qualità delle immagini. C’è da dire che abbiamo girato proprio in momenti strategici della giornata per poter ottimizzare la luminosità, poi, Roma è una città luminosa di suo!!
4. Quali sono state le maggiori problematiche che hai riscontrato durante questo corto?
Sicuramente, non avendo avuto altre esperienze precedentemente, ci sono stare problemi riguardanti la costruzione della scenografia, posizionare tutto al punto giusto, creare effetti particolari.
5. A cosa ti riferisci quando parli di effetti particolari?
Il compito del direttore della fotografia è creare condizioni giuste per ogni sena e ci vuole un po’ di fantasia per fare ciò. Ad esempio riprodurre un ambiente polveroso all’interno di una stanza.
6. Come valuti questa tua esperienza?
Molto positiva, mi ha permesso di crescere tantissimo professionalmente, anche grazie all’armonia che si è creata nel guppo.
7. Pensi di continuare a lavorare in questo settore?
Non so se in futuro lavorerò nel settore cinematografico, quello che posso dire che sicuramente è stata un esperienza che rifarei
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Un giorno da Pubblicitario!!!
1) È la tua prima esperienza in questo campo?
Diciamo di si, perché in passato avevo già provato ad intraprendere questa strada però non in modo serio e deciso come è avvenuto i questa occasione.
2) Quali sensazione vuoi trasmettere con il tuo Trailer?
Quando ho dovuto realizzare il trailer come prima cosa mi sono prefisso di far evincere il genere del corto,mettendo per lo più scene a carattere drammatico che avrebbero rispecchiato in pieno il genere del film.
3) Con quali criteri hai scelto le scene da inserire nel tuo trailer?
Sono state scelte prevalentemente quelle scene che sono venute molto espressive sia nei contenuti che nella qualità dell’ immagine.
4) Quali applicativi software sono stati usati per la realizzazione del tuo Trailer?
Ho usato Adobe Premiere, perché è un applicativo in cui già mi ero cimentato in esperienze passate e con cui avevo un po’ più di manualità.
5) Perche hai scelto questa foto per la tua locandina?
Perche da questa foto si intravede lo stato d’ animo dei due protagonisti,che è la cosa principale del corto.
6) Quali applicativi software sono stati usati per la realizzazione della tua locandina?
Ho usato un altro programma fantastico dell’ Adobe, ovvero Photoshop.
7) Hai paura a relazionarti con la giuria che verrà alla presentazione del tuo corto?
Cercherò di relazionarmi in maniera del tutto naturale come faccio di solito nella vita quotidiana,cercando di trasmettere a tutti il mio entusiasmo per questo progetto in cui credo veramente.
8) Se si presenteranno domande scomode come intendi affrontare quelle situazioni?
Affronterò quelle situazioni nella maniera più tranquilla possibile e cercherò di rispondere a tutte le domande che mi verranno poste.
9) Conoscevi già i tuoi colleghi o li hai conosciuti durante la realizzazione del corto?
Li conoscevo già perché frequentiamo lo stesso corso di formazione, il centro ELIS dove trattiamo prevalentemente campi come la programmazione e i linguaggi multimediali.
10) Come ti sei trovato con i tuoi colleghi di lavoro?
Mi sono trovato benissimo,nonostante qualche piccola lite. Siamo arrivati fino alla fine ottenendo dei bei risultati e delle belle soddisfazioni,sia individuali che di gruppo.
11)Cosa ti porterai dietro da questa esperienza?
Da questa esperienza mi porterò dietro la determinazione che in questi mesi ci ha contraddistinto, perché, forse senza di essa non ce l’ avremmo mai fatta.
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